percepire e pensare per comunicare

Posted: 2 ottobre 2018

La percezione di ciò che ci circon­da appare come un sistema molto complesso di eventi che non di­pende solo dall’impressione retini­ca dovuta al rapporto fisico tra oc­chio e cervello umano, ma da una serie di altri meccanismi, spesso inconsci, che ci permettono di in­terpretare l‘immagine. Ogni cambiamento di relazione produce quindi una diversa espe­rienza visiva di spazio. Al di là del­la pura impressione nella quale il campo visivo ha una sua identità oggettiva spaziale, è da tener pre­sente la componente psicologica della ricezione e la conseguente elaborazione mentale, che attri­buisce un significato ad ogni espe­rienza organizzando ed analizzan­do i diversi elementi. La suggestione provocata da un pa­esaggio, l’interesse per uno spazio architettonico o una forma in movi­mento, il fascino dei riflessi sull’ac­qua, così come la gradevolezza di certe elaborazioni grafiche o la bel­lezza di un disegno figurativo, sono soltanto esempi di come l’esperienza visiva non si fermi alla pura registra­zione sensoriale, ma sia il risultato di un’elaborazione provocata dal pen­siero, dal sentimento, dall’esperien­za, dalla ricerca dell’equilibrio e dalla predisposizione alla ricezione di un determinato messaggio. Percepire e pensare sono attività coincidenti e soggettive, come soste­neva anche Johann von Goethe. Le circostanze di ogni evento vissuto sono infatti contrassegnare da carat­teristici riferimenti a quello spazio e a quel momento, l’esperienza percettiva di quella situa­zione è unica ed irripetibile, dopo la fase della comprensione e dei riconoscimenti avviene la memorizzazione e la visione successiva sarà sicuramente interpre­tata in modalità evolutiva. Ancor prima di comunicare è necessario percepire con grande precisione l attivando le esperienze sensoriali per cosi progettare con elevata capacità di personalizzazione. ivstile #unaformadigentilezza